Cap. 1°) “Il Banco Skerki”

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IL PUNTO KEITH (il famigerato)

Il punto Keith è il più superficiale dell’intero banco ed è quello al quale dire grazie per l’immenso parco relitti. Viene spesso investito da correnti fortissime, specialmente in superficie, enormi massi si accavallano uno sull’altro, sovrapponendosi, fino a 50 metri di profondità (dove noi ci siamo fermati). La parte superiore delle rocce ricorda un prato inglese, un’esplosione di vita vegetale che conferisce al fondale un aspetto completamente verde, a perdita d’occhio. Moltissimi sargassi e laminarie, spiccano sulle più comuni alghe mediterranee. Le pareti verticali delle rocce, rivelano le migliori caratteristiche coralligene che il Mare Nostrum possa offrire, quali: paramuricee, funicelle, falso corallo nero, spugne d’ogni specie e colore, piccoli alcionari che ricordano i più grandi cugini del Mar Rosso, tunicati, briozoi, tra cui il raro Cladopsamnia rolandi. Il substrato è ricoperto d’ogni forma di vita, uno straordinario caleidoscopio di colori, un paradiso per i fotografi ed i documentaristi, che qui in epoche diverse e di nazionalità diverse, si sono susseguiti. Venuti qui più che altro, per la flotta di relitti che arreda i fondali, che per aragoste, cernie e squali. A 10 metri di profondità, appare una vasta distesa di bassi canaloni rocciosi completamente colonizzati da migliaia d’esemplari d’Anemonia solcata.

BIDDLECOMBE PATCH (seven meters)

I pescatori chiamano questo punto “il sette metri”, tale è la profondità del sommo. Costituisce un ottimo punto per l’ancoraggio notturno (sempre visto nel contesto della situazione). Un vasto pianoro roccioso che degrada tutto intorno con grossi massi, ripetendo lo scenario descritto in precedenza. Regina di questa immersione è l’aragosta, alcuni esemplari arrivano a pesare anche 3 chili, sono moltissime qui le tane abitate dal nobile crostaceo, insidiato solo dai pescatori tunisini e dai subacquei. Viso il numero e la dimensione degli esemplari, direi che il danno inferto dall’uomo è molto basso. Nelle tane più anguste capita di vedere numerose coppie d’antenne che fanno capolino, mentre altre volte, le aragoste scorrazzano liberamente, incuranti della presenza del subacqueo. Grossi esemplari di cernie e corvine fanno compagnia ai crostacei, mentre in acqua libera dentici enormi nuotano guardinghi. Frequente la presenza di uno dei gasteropodi più grandi e belli del Mediterraneo la Charonia nodifera.

SYLVIA KNOLL (white shark reef)

Nonostante Sylvia Knoll abbia questo soprannome, non ci siamo lasciati intimorire ed abbiamo effettuato un pò di immersioni che secondo noi, sono state le più affascinanti dell’intera nostra permanenza allo Skerki-Banks. Purtroppo il cielo un pò velato ed il mare di un profondissimo blu notte, non ci hanno dato subito confidenza con il fondale, che in un paio di punti, fa un salto a picco di -400 metri nel nero assoluto. La corrente fredda, come un respiro oceanico, ci passava tra le gambe spingendo con forza le nostre lunghe pinne, ed è stata la nostra vera preoccupazione.
Morfologicamente, si tratta di un grosso panettone con la sommità a -18 metri di profondità.
Tutto intorno ripide pareti verticali che cadono perpendicolari fino a 40-45 metri di profondità. Qui abbiamo vissuto il “secondo” momento più emozionante di tutta la crociera, mentre stavamo fotografando delle bellissime gorgonie rosse, siamo stati letteralmente avvolti da un branco di stupende ricciole, che dopo pochi attimi di diffidenza ci hanno avvicinati a tal punto che avevamo difficoltà nel metterle a fuoco con l’obiettivo.
Il margine superiore della cigliata è ricoperto da estese colonie di Parazoanthus axinellae e Astroydes calycularis che, con il loro colore arancione, danno origine a un incredibile contrasto cromatico con le verdi alghe adiacenti. Rose di mare enormi, spugne e funicelle, si districano nel raro spazio lasciato a disposizione dai madreporari. Anche qui frequenti le cernie, i saraghi, le cicale di mare e le aragoste, mentre sul sommo una nuvola di castagnole fittissima impediva di scorgere l’azzurro del mare

Cap. 1°) “Il Banco Skerki”ultima modifica: 2010-06-04T02:05:00+00:00da skerkibanks